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IL MIRACOLO DEGLI INVISIBILI del REFERENDUM

Cambiare è possibile.  L’acqua ci dice che possiamo sperare in un altro territorio, un’altra Italia, un altro mondo.

 Lei che attraversa  paesi e Stati, che non si ferma ai confini, che supera steccati e dighe ti  insegna lo  stare insieme  con gli occhi chiari della vita.

Siamo in tante e tanti ad esserci lavati nelle acque dei referendum ed a sentirci, oggi, quasi rinati. Altri, appunto; pronti  a dare continuità  al nostro impegno  per i beni comuni, per una rinnovata democrazia rigenerata dal basso, capace di dire con chiarezza da che parte si sta: se  dalla parte dei diritti delle persone e della terra o da quella  del profitto, dell’avidità e  del potere di pochi.

Oggi sappiamo  che l’autenticità, la  passione, l’intelligenza e la creatività civile  possono vincere sul calcolo: cittadini senza strutture e senza potere hanno fatto il miracolo, prima del milione e quattrocentomila firme raccolte, poi del quorum.

Certo.  Abbiamo sperimentato l’oscuramento da parte dei mezzi di comunicazione e senza successo abbiamo tentato di superare il muro del silenzio della carta stampata, nazionale e locale.   Dieci        comunicati  inviati ed una conferenza stampa con la grande voce di Theresia Bothe  non hanno avuto   nulla, neppure   una parola  sui quotidiani del Piceno.

Abbiamo visto le segreterie dei principali partiti discutere se fosse “conveniente” schierarsi con i movimenti a sostegno del quorum e poi decidere sulla base delle prospettive di successo  intraviste negli ultimi sondaggi; abbiamo visto segretari di partito fino a ieri  sostenitori accesi della privatizzazione vestirsi da  paladini dell’acqua pubblica, dimenticata in sé ed asservita “alla spallata”.

Abbiamo visto mettere vessilli e bandiere sul lavoro invisibile delle oltre 400 associazioni impegnate da più di  un anno sul territorio nazionale in questo straordinaria avventura,  e trasformare così un bene di tutti in un bene di partito.

E persino abbiamo  visto coprire con manifesti di parte quelli  del Comitato senza parte, inquietante perché incontrollabile libero  e potente   come l’acqua.

Abbiamo visto tutto questo, ma non ci siamo fatti contaminare.

Sappiamo che ora assisteremo al chiacchiericcio delle trasmissioni televisive, alla carrellata sorridente dei segretari dei partiti che parleranno di  percentuali ed alleanze, di egemonie e di leadership, di laboratori marchigiani e nazionali. Sappiamo che quegli stessi segretari mentre fanno marketing, preparano nuove leggi, probabilmente di mediazione di interessi e forse pronte a manipolare la volontà popolare.

Ma tutto questo può cambiare. Se l’acqua continuerà a scorrere oltre gli steccati ed a tenerci uniti.

Olimpia Gobbi

Luoghi Comuni, movimento piceno di democrazia dal basso per i beni comuni

Associazione Luoghi Comuni

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