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LETTERA APERTA DA UN GREGARIO AL POPOLO PICENO DELL'ACQUA

"A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perchè le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!»." (Jack Kerouac - On The Road)

Cari pazzi,
come vi avevo promesso vi scrivo una breve lettera. L'avrei fatto in ogni caso, anche se non avessimo centrato il cuorum (scritto con la "c" apposta).
Butto giù queste due righe nel pieno della gioia per una vittoria che non era scontata, ma che intimamente sentivo che non poteva sfuggirci: non so perché ma in questi due giorni non ho mai temuto di non farcela. Butto giù queste poche righe senza l'intenzione di ringraziarvi: so che ognuno di noi ha offerto quello che poteva con passione e convinzione e che oggi ognuno di noi si sente un po' protagonista di un grande cambiamento. Ognuno di noi ha ragione di sentirsi così. So che per tutti è stato un piacere. So che c'è qualcuno che ancora non si addormenta. So che qualcuno si sta incazzando per i soliti personaggi che, come sempre, tentano di appropriarsi di qualcosa che non gli appartiene. Io, appassionato di ciclismo e storie di strada, penso e ripenso a una parola: "gregario". E' così che mi sono sentito ed è così che vorrei sentirmi ancora a lungo. Un portatore d'acqua (nessun riferimento al tema del referendum). Un faticatore. Uno che prende il vento in faccia. Uno che quando arriva la salita sputa sangue. Uno che non fa nulla per sé, tutto per la Causa. Un gregario, appunto...

Vorrei che tutto ciò non si esaurisse: questo gruppo DEVE continuare e andare avanti. Quando competenza e voglia di cambiare le cose - rivoluzionandole -  si intrecciano, i risultati non possono che essere questi. In questi mesi abbiamo fatto di tutto: dibattiti, teatro, musica, cene luculliane... Non abbiamo mai perso di vista l'obiettivo, ognuno di noi ha fatto tutto ciò che poteva. Non ho mai visto nessuno lamentarsi o scoraggiarsi. Personalmente non avevo mai vissuto un'esperienza di "impegno" tanto coinvolgente, non mi ero mai sentito così in "buona compagnia" nel combattere, come gragario, per qualcosa. Mi è parso di vedere cosa accade quando la democrazia si mette in moto, quando i cittadini decidono di camminare con le proprie gambe. Quando, dopo aver delegato per anni, decidono che è ora di finirla, si riprendono quello che è loro. Ho 27 anni, sono giovane, sono cresciuto assistendo a tutt'altro.
Quanto da fare c'è ancora? Quante cose, nel nostro territorio, sono uno schiaffo in faccia (quando va bene, sennò un dito negli occhi!). Cosa possiamo fare? Cosa posso fare? Da solo niente, di certo... Insieme un bel po' di "casino".
Spero di rivedervi presto. Per festeggiare davanti a un bicchiere di vino. Poi per rimettere in moto il "carrarmato". Non lasciamo che si arrugginisca!


L'Italia s'è desta
noi l'abbiamo svegliata
Davide Falcioni
Skype: davide_falcioni

Associazione Luoghi Comuni

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