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Lettera di Pierluigi Sullo alle persone arrivate a Firenze da tutta Italia, il 10 e l'11 ottobre, per partecipare all'incontro organizzato da Carta «Democrazia chilometro zero» (dal settimanale in edicola venerdì 16)

Cari e care partecipanti all’incontro delle Piagge chiamato «Democrazia chilometro zero»: grazie. Non so voi, ma io ho percepito la sensazione che ci siamo offerti l’opportunità di creare qualcosa di nuovo, una colleganza o rete o «cerchio». Le difficoltà di comunicazione, un metodo di discussione invecchiato e al quale non abbiamo ancora saputo trovare rimedio, una sostanziale incertezza sul passo successivo, e allo stesso tempo la pesantezza dei tentativi andati a vuoto [e non solo di sinistra], bene, tutto questo lo vedo anche io come lo avete visto voi. E ciò nonostante l’idea, anzi la necessità, che – come avevamo scritto nella lettera d’invito – le innumerevoli forme di mobilitazione cittadina e di neo-democrazia si riconoscano e aiutino a vicenda, mi pare fosse, sabato e domenica scorsi, del tutto chiara. E ad aiutare, naturalmente, è stato il lavoro generoso e sobrio di Alessandro Santoro, prete delle Piagge, e delle persone della comunità di quella periferia difficile come tutte le periferie e, proprio per questo, scenario perfetto per una cosa che, esclusa dal circuito politica-media-poteri economici, vuole mandare un segnale di vita.

Impresa impossibile, direbbe Tom Cruise. Per una ragione fondamentale, coriacea come la pelle di un coccodrillo: la delega, la forma dello Stato e la fisiologia dei partiti sono inchiodati nella testa di ciascuno di noi, e sembrano eterni. Constatare come i terminali e agenti del macchinario dello Stato possano essere eliminati dal nostro orizzonte, e dunque progettare e mettere in atto altri modi della democrazia, è un esercizio acrobatico, dal punto di vista culturale e psicologico. Che semplicemente, se si guarda al panorama esistente, appare impossibile. Tanto che chi non lo gradisce

ripesca nella sua cantina novecentesca insulti arrugginiti: siete anarchici, comunitaristi [equivalente di «leghista»] o, con più indulgenza, «non esistete».

Però voi vi siete messi in viaggio, da Agrigento, da Torino, da Matera o da Udine [e cito solo le città più lontane], ed eravate più di duecento, lì alle Piagge, avete aderito in più di trecento e ciascuno di voi, di noi che eravamo lì a discutere, è un un crocevia di relazioni più ampie, una persona tra le decine che in quel certo posto, a Falconara o a Napoli, a Pisa o a Bergamo, fanno dell’antirazzismo, organizzano il Gas, promuovono la difesa del territorio o creano una lista municipale di cittadinanza. Ora sappiamo che tutti voi vorreste allargare l’interlocuzione, intrecciare conoscenze ed esperienze.

Ora che si fa? Entro qualche giorno, tutti quelli che erano a Firenze riceveranno una mail con il riassunto della discussione e delle proposte. Segue consultazione, aggiustamento e riscrittura, dopo di che diffonderemo questo testo con tutti i mezzi possibili, creando allo stesso tempo un «luogo» nel web, una mailing list prima e magari poi un sito «DKm0», per tenersi in contatto e fare cose insieme. Che cosa? Il lavoro di dibattito e ricerca, prima di tutto locale, utile a disegnare un progetto di società, come dice Francesco Gesualdi; e poi campagne e azioni sulle asperità che ci paiono più urgenti, come è stato ad esempio con il Clandestino Day; e un lavoro sul metodo, un altro modo di stare insieme e di dibattere. Il tutto, nella «cornice» che può fornire un segno, un «marchio» come «Democrazia chilometro zero», o uno migliore che si troverà. Noi siamo a disposizione, con le nostre capacità e forze, per questo lavoro. Che resta naturalmente aperto a chiunque voglia parteciparvi. Il senso della fatica di fare una cosa come Carta, sempre sul punto di crollare e però viva, lo troviamo qui. Per questo ripeto: grazie.

Pierluigi Sullo - direttore di "Carta"

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