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Iniziativa a Foce di Monemonaco: Acqua sangue della terra - Materiali, Volantini, Rassegna Stampa

I Comuni possono fare la loro parte perché l’acqua non venga privatizzata ed, anzi, ne sia garantita una buona gestione pubblica, in grado di assicurarne qualità e tariffe accessibili a tutti.

A questa ferma convinzione si è giunti nell’affollato convegno organizzato a Foce di Montemonaco dall’Associazione Luoghi- Comuni, nel corso del quale cittadini ed amministratori hanno ritenuto indispensabile coordinarsi anche sul territorio Piceno perché si condividano azioni ed iniziative. Prima fra tutte, quella di proporre a tutte le Amministrazioni Comunali del nostro territorio di indire apposite sedute dei Consigli Comunali nell’ambito delle quali si tratti in modo aperto di tale argomento affinché si accresca la coscienza dei cittadini riguardo l’importanza dell’uso e della gestione responsabile e partecipata dell’acqua, ribadendo pertanto l’inderogabile necessità che questa rimanga “in mani pubbliche”.

Una proposta di mozione è stata inviata a tutti i sindaci della provincia di Ascoli Piceno perché i Consigli Comunali dichiarino l’acqua bene comune pubblico e la classifichino come bene di rilevanza non economica. In tal modo i Comuni hanno la possibilità di impedire che nel giro dei due anni previsti dalla legge 135/2009, recentemente approvata, la gestione delle risorse idriche passi, con affidamenti pluridecennali, ad “imprenditori o società” , cadendo, di fatto, nelle mani di un monopolio privato orientato al profitto, che non è difficile ipotizzare sarà controllato dalle tre o quattro multinazionali attive nel settore.

Giuridicamente strategico per sterilizzare gli effetti deleteri della normativa nazionale è che i servizi idrici non vengano messi sullo stesso piano degli altri servizi pubblici locali (gas, trasporto, etc.). Ecco perché la mozione proposta invita a ribadire che l’acqua è un bene comune di primaria necessità per ogni essere vivente, come tale indisponibile. Ciò lo esclude, per via della sua particolare natura, da quelli esposti alle regole del mercato e, dunque, dall’obbligo imposto a tutti i Comuni entro il 31 dicembre 2011 dalla succitata Legge, di ricorrere ad una gara d’appalto per aggiudicarne la gestione al miglior offerente, affidando così l’acqua ad un monopolista privato, che come dimostrano le numerose esperienze italiane e straniere farà il bello e cattivo tempo, in barba alla qualità del servizio ed al contenimento delle tariffe. Non a caso in moltissime realtà d’Europa, prima fra tutte Parigi, si sta tornando alla gestione pubblica dell’acqua. Nella capitale francese infatti dopo 25 anni di pessima e costosa gestione privata si sta municipalizzando l’acquedotto con un risparmio di oltre 30 milioni di euro l’anno che verranno investiti per migliorare la rete distributiva! L’approvazione della mozione da parte dei Consigli Comunali avvicinerebbe dunque il Piceno non solo a molti altri territori europei, ma anche ai numerosi enti locali italiani che, con forte ed unanime determinazione, sono impegnati a contrastare il processo di privatizzazione ed a far sì che il Legislatore nazionale torni sui propri passi.

Associazione Luoghi Comuni
2009
28
NOV
Foce di Montemonaco - Acqua sangue della terra - Articolo de "Il Resto del Carlino" (PDF)
di Associazione Luoghi Comuni
2009
22
NOV
Relazione: "La situazione, gli strumenti, le azioni per la tutela dei fiumi e delle acque nella nostra regione."
di Arch. Antonio Minetti - Dirigente Serv. Ambiente Regione. Marche
2009
22
NOV
Relazione: "Punti di Forza, Criticità e prospettive del Servizio Idrico Integrato"
di Ing. Enrico Calcinaro - CIIP SpA
2009
22
NOV
Foce di Montemonaco - Acqua sangue della terra - Cartolina retro (JPG)
di Associazione Luoghi Comuni
2009
22
NOV
Foce di Montemonaco - Acqua sangue della terra - Cartolina Fronte (JPG)
di Associazione Luoghi Comuni
2009
22
NOV
Foce di Montemonaco - Acqua sangue della terra - Manifesto (JPG)
di Associazione Luoghi Comuni

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